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Com’è nato il Cavalier Cotoletta

L’opera “Le incredibili avventure del Cavalier Cotoletta” è nata improvvisando storie della buonanotte per Federico e Lorenzo, i figli della mia compagna Elena.

Nell’estate del 2017, in vacanza a San Vincenzo, in Toscana, i bimbi, che allora avevano 4 anni Chicco e 7 Lollo, insistevano perché gli raccontassi una storia. 

 

Paulo raccontaci una storia”, diceva Chicco che allora mi chiamava così.

Sì, sì, dai! Una bella storia”, incalzava Lollo.

 

Elena li infilava nei loro letti a castello della mobilhome del campeggio e io, che non ho una memoria ferrea sulle fiabe storiche, inventavo.

Il primo nome che attribuimmo al Cavalier Cotoletta fu il nome di una nota bevanda gasata al gusto cola, poi quando capì che sarebbero potute diventare un libro ribattezzammo il cavaliere con Cotoletta.

Le richieste dei bambini si ripetevano così durante il giorno cercavo qualche spunto da sviluppare nelle improvvisazioni serali. 

Gli effetti delle peripezie di Cotoletta e Spyke potevano portare a una sana sonnolenza o all’attivazione. Quando Chicco e Lollo si attivavano, partecipavano, ponevano domande, suggerivano fantasiose scene e scherzosi sketch che inserivo nella narrazione.

 

Il nostro rapporto

Tralasciando le ricadute positive che credo ci siano state sul loro linguaggio, sulla creatività e sulla fantasia, ciò che costruimmo con quelle prime avventure del Cavalier Cotoletta fu il nostro rapporto.

Quel rito serale contribuì ad avvicinarmi a loro senza essere percepito come un corpo estraneo alla famiglia. Sera dopo sera il cerchio famigliare si allargò permettendomi di congiungere le mani con i bambini e di conseguenza con quelle dei nonni, del papà e della sua compagna.

Creammo il cerchio magico della famiglia allargata.